LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL

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PILLOLE DI OTTIMISMO [Bollettino del 23 Aprile 2020, San Giorgio)
 
1. SITUAZIONE ITALIANA 
 
Il trend ad oggi del numero totale di pazienti in terapia intensive per COVID-19 in Italia. Continua la discesa a ritmo lento ma costante, il che fa pensare ad un esaurimento della epidemia italiana nelle prossime ~3-4 settimane. Dovremmo aver passato il picco di mortalità da due-tre giorni, e secondo le stime dei matematici l’epidemia si chiuderà con 1.500-2.000 morti in totale (il che non sarebbe malissimo visto che abbiamo una popolazione un po’ più grande di quella della Lombardia).
 
 
2. CLOROCHINA E AZITROMICINA?
 
In questi giorni si è parlato molto di clorochina e idrossiclorochina come farmaci potenzialmente utili nel trattamento di COVID-19 – da soli o con l’antibiotico azitromicina. E’ abbastanza triste notare come questo trattamento sia diventato “famoso” grazie ad alcune esternazioni del nostro president Trump (noto per il suo background in medicina e virologia) e per uno studio controverso dell'altrettanto controverso medico francese Didier Raoult, quello che sembra uscito da una fusione genica di Gerard Depardieu e Sandokan. [Per ulteriori notizi su Raoult consiglio questa lettura:
 
 
 
Ieri finalmente è uscito in pre-print su MeRxiv (lo so, adesso usa così…) l’articolo che descrive lo studio americano su questo trattamento (J. Magagnoli et al. “Outcomes of hydroxychloroquine usage in United States veterans hospitalized with Covid-19”).  Lo studio ha coinvolto 368 pazienti con COVID-19, di cui 97 trattati con idrossiclorochina (HC), 113 con HC + azitromicina (A), e 158 senza HC. Alla fine dello studio sono morti il 27.8% dei soggetti trattati con HC, il 22.1% di quelli trattati con HC+A, e 11.4% di quelli trattati senza HC. Gli autori concludono che non c’è NESSUNA EVIDENZA che HC, da sola o con azitromicina, riduca il rischio di ventilazione meccanica o di morte nei pazienti con COVID-19 (ed infatti il rischio di morte è aumentato nei pazienti trattati con HC). L’ultima frase è un capolavoro di diplomazia: “questo studio illustra l’importanza di condurre studi prospettici, randomizzati e controllati prima di suggerire l’uso generalizzato di un trattamento”. In realtà è del tutto ingiustificato, a questo punto, spingere per l’uso di massa di una medicina che in uno studio di queste dimensioni è associata addirittura con un aumento significativo della mortalità… 
 
3. IL GENERALE BEL TEMPO
 
Credo che l’evidenza a favore del fatto che la bella stagione aiuterà a controllare questo virus sia ormai schiacciante e non ho intenzione di ritornarci. 
Invece provo a spiegare, visto che in molti me lo chiedono, PERCHE’ il caldo ci potrà aiutare a sconfiggere COVID-19, elencando alcuni fattori che possono contribuire:
-il virus fa più fatica a trasmettersi perché le “goccioline” che lo veicolano evaporano più rapidamente e quindi lasciano il virus a “seccarsi” (cosi perdendo più rapidamente la capacità di infettare)
-le persone si infettano con una quantità più piccola di virus, il che rende più facile la sua eliminazione e meno frequente l’invasione dei polmoni
-le persone tendono con il caldo a “diluirsi” maggiormente nello spazio, per esempio passando più tempo all’aperto e meno in spazi chiusi ed affollati
-il freddo può ridurre l’efficienza con cui le mucose delle vie aeree superiori eliminano i virus attraverso la cosiddetta clearance muco-ciliare.
Da ricordare che NON tutti i virus amano il freddo, e che infatti questa è una caratteristica tipica dei virus respiratori. Gli enterovirus, per esempio, amano l’estate, mentre virus che dipendono da vettori come le zanzare (ad esempio febbre gialla, Dengue e Zika) hanno bisogno delle alte temperature a cui vivono questi insetti.
  
- Secondo le proiezioni (che sono pur sempre delle proiezioni matematiche) il contagio zero arriverebbe fra 3-4 settimane quindi l'errore più grande che possiamo fare è gridare "Liberi tutti!" allo scadere dell'isolamento e comportarsi da babbaloni con assembramenti, cene fra amci, pranzi, raduni, tutti insieme appassionatamente, tricche e ballacche.
 
- Nonostante tutto non conosciamo molto del virus, manco sappiamo quanto duri l'immunità (forse 12-24 mesi), la cautela è obbligatoria.
 
- Esperti o meno, tutti dicono tutto ed il contrario di tutto. Personalmente per avere notizie con un minimo di fondamento seguo Silvestri, Lo Palco, Burioni, Galli, Salvo di Grazia (Medbunker), Costarizza e Galassi (specialmente i primi due). Rifiuto immediatamente e tralascio le affermazioni di sconosciuti o di gente e siti famigerati più che famosi.
 
- L'omeopatia non serve assolutamente a niente contro il virus, anzi non serve assolutamente a niente in ogni scibile della medicina. 
Medico ed omeopata è un ossimoro e rifiuto di commentare.
 
- L'app Immuni che si sta sperimentando e che è prossima ad essere introdotta è concettualmente buona, può essere molto efficace per delimitare il contagio ma prevede che pressochè tutti possano eseguire uno o più tamponi, cosa che è alla base del suo funzionamento e, abbiate pazienza, qui la vedo dura.
Il discorso dell'invasione della privacy è di lana caprina, giusto per il piacere di perdere tempo.
 
- I test sierologici sul sangue sono molto meno specifici dei tamponi e più soggetti ad errori. Ne escono comunque di sempre più raffinati (gli attuali però sono così così...). Il ministero aveva fatto sapere che ne avrebbe testato qualcuno per poi dare indicazioni di efficacia. Vedremo... 
  
- Non esistono attualmente farmaci in grado di debellare il coronavirus. In tutto ne vengono testati oggi un'ottantina. Qualcuno dà qualche speranza di diminuire gli effetti più distruttivi della patologia virale (non certo di eliminarlo) ma è tutto un divenire.
 
- Tra i farmaci più gettonati c'è il vecchio antimalarico clorochina che si sta sperimentando. Purtroppo bisogna far notare che l'unico lavoro scientifico serio a riguardo che abbiamo al momento, fatto su un limitato numero di contagiati (368) mostra un aumento della mortalità dei pazienti trattati con clorochina (con o s.enza l'antibiotico azitromicina) rispetto a quelli non trattati. Com'è, come non è, questi sono i dati che abbiamo al momento.
  
vedi link
 
- La terapia domiciliare con cortisone e eparina (funziona? non funziona?) fatta a domicilio è un salto nel buio. Sono due farmaci di non facile gestione, tutt'altro che scevri da effetti collaterali anche gravi e che necessitano di un controllo non certo necessariamente da un tanto al kilo come potrebbe per forza essere quello a domicilio.
  
- Un corretto stile di vita aiuta naturalmente nella prevenzione ma non pensiamo che la vitamina C ed una passeggiata in montagna possano essere risolutivi nella prevenzione di malattie terribili per le quali ci vuole il bazooka.
 
- Non diventate matti correndo dietro ai numeri che vi vengono propinati ad ogni piè sospinto. Se non si è più che bravini ad interpretarli si diventa matti perchè possono dire tutto ed il contrario di tutto. Volete un riferimento 'grezzo' che sta abbastanza in piedi? Seguite il numero che specifica i letti occupati nelle rianimazioni. E' un buon indice di quanto va calando il contagio.
 
- Tornerà il coronavirus in autunno o più in là? Bella domanda a cui nessuno sa rispondere. Si spera comunque che stavolta ci si sia preparati ben bene a far fronte a tale sfortunata evenienza con tamponi, test, mascherine, organizzazione sanitaria, protezioni, consapevolezza ecc. ecc. 
 
- Tenete sempre presente che il coronavirus lo elimineranno gli scienziati veri ma il grosso dell'eliminazione lo faremo noi con i nostri comportamenti e sarà una vittoria 'nostra'.
 
- E se, nonostante tutto, vivete nell'ansia e nel terrore è opportuno specificare, pur non dimenticando gli sfortunati poveretti che hanno perso la vita, che questo virus è sì contagioso ma ha una mortalità di poco meno del 2% e qui lascio a voi le conclusioni.
 
 
 

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