Massaggio: tra Silenzio e Ascolto Emotivo

L’ esperienza del massaggio, è differente per ognuno di noi.

Ma la cosa più importante è che, al termine della sessione, tutti escano dallo studio “migliorati” sia fisicamente che mentalmente. Ci sarà chi si sentirà le spalle più sciolte, i muscoli del collo più rilassati, chi avrà fatto un sonnellino e questo gli ha permesso di staccare la spina e rigenerarsi. Nel silenzio, la mente si riposa e magari si addormenta.

Ma c’ è anche chi coglie l’ occasione per essere ascoltato, come in un confessionale – Quello che viene detto nella stanza da massaggio, resta nella stanza da massaggio -

L’ascolto richiede pratica, molta vigilanza e volontà nel rimanere vigili.

Ma se chi parla rimane piuttosto chiuso e sulla difensiva, o non è sincero nemmeno con se stesso, in qualche modo preclude la possibilità di essere davvero ascoltato.

La relazione tra cliente e operatrice olistica è da ritenersi sbilanciata, in quanto il cliente, se lo desidera, può aprirsi e raccontarsi. L’operatrice generalmente no. Questo per potersi concentrare meglio su ciò che il cliente desidera esprimere, e per poter mantenere un’ immagine “sicura” “protettiva”, una persona che ascoltando si prende cura dell’altro.

“Un buon ascoltatore permette alla persona che sta ascoltando, di sentire se stessa” – Chris Zydel

 

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