Erbosisteria: Salvia dei Prati

Madre Natura è sempre pronta a sorprenderci: il 22 novembre ho trovato sulla riva di un fosso a Viguzzolo (AL) questo fiore, la Salvia Pratensis, ovvero la salvia selvatica, chiamata anche volgarmente erba sacra, erba savia, salvia de osei, salvia di ucceli, selvia,....

Il nome deriva da salvere, ovvere godere di buona salute: nell' antichità Ippocrate ne consigliava l' uso per le piaghe e gli egiziani la usavano per imbalsamare i morti.

Come dice il proverbio: "Chi ha la Salvia nell' orto ha la virtù in corpo".

La Salvia Pratensis ha proprietà e aroma simili a quelli della Salvia Officinalis ma più blandi. In fitoterapia viene usata come febbrifugo, digestivo, antispasmodico, antisettico, depurativo, espettorante, sbiancante dei denti nei dentifrici e utilizzata come detergente per la pelle. Anche da questa pianta si può ricavare l' olio essenziale.

In cucina l' uso delle foglie fresche è consigliato per insalate, frittate, torte salate, patate lessate, arrosti, o facendo essicare le foglie, per insaporire sughi, salse e minestre.

L' olio essenziale contiene varie sostanze tra le quali alfa e beta pinene (effetto balsamico), cineolo (migliora le performance del cervello e migliora l' umore), acido caffeico (antibiotico intestinale e debole antiinfiammatorio), acido rosmarinico (antiossidante), vitamine B1 e C, flavonoidi o bioflavonoidi erroneamente chiamati vitamina P ( potenti antiossidanti, garantiscono l' ottimale funzionamento del fegato, del sistema immunitario e proteggono i capillari), canfora (rinfrescante simile al mentolo, antimicrobico, sedativo della tosse e leggero anestetico), colina (costituente dei fosfolipidi che compongono la membrana cellulare e del neurotrasmettitore acetilcolina), asparagina (diuretico),... 

Tuttavia l' olio essenziale per uso orale è consigliabile sotto prescrizione medica poichè ha un' alta percentuale di tujoni chetoni ad azione neurotossica.